Report in cui mi sono dilettato ad utilizzare un linguaggio più ...aulico! =D
Premessa: Questo è un report risalente a due anni fa. Ancora non frequentavo IS, ma avevo periodi in cui le cose mi andavano particolarmente bene. Uno di questi periodi era l’estate. Ed ho buone motivazioni ed esperienze per credere di avere delle basi Natural. Quindi questo sarà un report, per guardare le cose da un altro punto di vista. Non metterò termini da Forum, semplicemente perché all’epoca non conoscevo il forum, quindi voglio totalmente immedesimarmi in quello che ero prima, per vedere cosa di buono riuscivo a fare, per riprenderlo (perché no?) anche ora, e naturalmente per dare qualche valido spunto a voi.
..ovvero, una serie di eventi fortunati (o no?), che mi han portato a vivere un' "esperienza", che in termini di sensazioni ed emozioni, non ha nulla a che fare con i soliti luoghi comuni, e con le solite convenzioni. Tutto così: dettato dal momento, dalla voglia di vivere l'istante in quanto presente, senza cura del passato o del futuro.Tutto ha inizio, in una bella, quanto particolare sera di luglio. Il caldo si faceva sentire, e gli ormoni facevan la loro parte, come in un vortice di note intonate, tutte chiamate a far un gradito lavoro di melodie per quello che di lì a poco doveva avvenire.Il posto mi era familiare, come se avessi vissuto lì gran parte della mia vita (sensazione alquanto normale poi, dato che avevo vissuto davvero gran parte della mia vita in quel posto), e questo mi aiutava a mantenere quell'alone di sicurezza, che si sa', ha sempre un ruolo fondamentale, quando hai intenzione di far qualcosa di "naturale" ed "emozionale". Non che, la sicurezza in luoghi a me sconosciuti, mi manchi, ma quando ho piena consapevolezza di ciò che mi circonda tutto riesce più facile. Ero solito, star per le mie, a riflettere e a contemplare ciò che la natura offriva di bello, e quando qualcuno mi disturbava, a volte risultavo anche scontroso, date le mie cattive risposte, ma si sa', non mi piace compiacere la gente, quando compiacere significa aver paura di non esser accettato.Fatto sta', che contemplando, la mia vista, ad un tratto, rimase annebbiata. Intravidi tra quel misto di gente poco/mediamente interessante, una figura a me sconosciuta. Insieme alla vista, si annebbiò anche la mia mente, dei pensieri più astrusi che un umano può compiere. Sgranai gli occhi per guardarla meglio. Era una creatura fantastica, assolutamente non paragonabile a tutte le figure femminili fino a quel momento incontrate.Decisamente seducente, con quegli occhi color castano tendente al verde cristallino se esposti a luce solare, quei riccioli che le scendevan giù per il viso, e quella carnagione abbastanza scura da esaltar ancor di più il colore degli occhi, per non parlar del corpo. Sembrava la Dea Afrodite, che aveva deciso di scender tra i mortali e sedurli tutti, uno per uno. Ma così non fu' (a quanto pare ).Mi guardò, con sguardo furbetto, quasi a dire "so' già quello che pensi". Come darle torto poi, non fosse che era lo stesso identico pensiero di tutti gli uomini di quel posto.Poco male, pensai, e così, decisi che l'unica strada che poteva in un qualche modo portarmi ad avvicinarla, era proprio quella di non avvicinarmi. Perchè sarebbe stato, platealmente banale farlo. Sarebbe stato quello che avrebbero fatto tutti, e data la mia indole davvero molto poco portata all'omologazione, decisi di mantenere un atteggiamento coerente con il mio essere. Dovetti combattere con un bel pò di forze interne, ma lo feci, perchè quella era la giusta strada da percorrere.Dissimulare interesse, quindi.Sembrava oltremodo stizzita da questo mio comportamento nei suoi confronti, quasi non credeva ai suoi occhi, così decise di avvicinarsi lei.Si presentò:Lei "Ciao, io sono C." Io " Ehi, ciao... tanto sò che sei venuta qui, solo perchè il tuo LAVORO ti impone di farlo. "Lei " Mamma mia come sei scontroso e aggressivo... "Io " " Per certi versi, quello che dicevo lo credevo davvero. Il suo era un lavoro che imponeva Ipocrisia. Una di quelle cose che io ho sempre allontanato come la peste. Non mi andava, e scusate se è poco, esser preso in giro come tutti. E d’altro canto, non potevo veramente immaginare di interessare ad una COME LEI!Ma lei questo non lo accettava, e non capiva nemmeno il perchè. E così seguivano altri suoi avvicinamenti, che dopo un pò si facevano sempre più "frequenti". E così, spontanee mi sorgevano alcune domande, quelle domande che dovevano sorgere spontanee ad un teeneger che aveva tra le mani la Più figa della piazza;) : " ma questa ***zzo vuole?! " ; " sarà mica che le piaccio davvero?! " etc etc. Probabilmente, domande giuste, ma allo stesso tempo sbagliate, perchè mi allontanavano dal mio obiettivo principale: LEI. Decisi, che era l'ora di passare a fatti concreti. Ad un certo punto, le parole stanno a zero se non ci sono i fatti che le supportano. E ho sempre avuto uno spirito alquanto pragmatico direi.Era notte ormai, e sgombra la mia mente da tutti i "cattivi" pensieri, andai da lei. Seduta ad un tavolino, insieme ad altra (insignificante per me) gente, la presi per mano e... :Io " Vieni con me... "Fece un grosso sospiro, come se quel momento lo aspettasse da tutta la sua (seppur breve, ma più lunga della mia ) vita. La portai non lontano dalla vista di tutti, perchè volevo far vedere a tutti, quello che stavo per fare.Cominciammo a parlare e a conoscerci, e scoprimmo che non eravamo poi troppo diversi da come sembravamo all'inizio. Ed è proprio questo che adoro, credo non ci sia cosa più bella che trovar persone simili a me, con le quali posso condividere le emozioni e le esperienze di vita vissuta. Mi disse che nessun ragazzo mai, le aveva regalato un fiore. Tra me e me pensavo fosse una minchiata, ma non mi importò più del dovuto, tant'è vero che mi alzai, mi diressi verso un cespuglio di rose, ne colsi una e gliela portai. Fu un gesto tanto apprezzato quanto ripagato dalla sua felicità.Ammetto di esser notevolmente compiaciuto da quanto fatto. Ormai avevo la situazione in pugno, e sapevo di poterla avere la sera stessa, ma almeno per il momento non ho voluto...-- II Parte --Non ho voluto, semplicemente perchè l'attesa rende tutto più entusiasmante, l'attesa aumenta la voglia già insita in noi, o anche perché ancora non potevo credere di piacerle (chi lo sa?!). Qualcuno direbbe "non rimandare a domani, quello che puoi fare oggi" , e qualcuno lo seguirebbe anche, ma io no. Io non ho mai fatto nulla perchè qualcuno diceva che era la cosa giusta. Non mi è mai piaciuto. Sono sempre nel giusto, e sempre nel torto. Tutto quello che dico potrebbe essere giusto per me e sbagliato per altri, ma ciò non m'interessa minimamente, come ho sempre detto, e non solo io, tutto è relativo;). Decisi di continuare quello che stavo facendo, la salutai con un semplice e dolce bacio sulla fronte. Rimase sbigottita, poco consapevole di quello che stava accadendo in lei e di quello che stava accadendo in me. Tornai a casa, e nel cammino piccole lucciole facevano da contorno a quella serata già di per se' magica.Nel letto, non riuscivo a dormire, e il pensiero era fisso su di lei. Ero come stregato da cotanta beltà. Tra me e me, mi godevo quel momento, e non volevo che nessuno potesse in un qualche modo appropriarsene. Finalmente riuscii a chiuder occhio, sebbene per poche ore. La luce del sole, che filtrava dalle tendine della finestra, mi regalava un dolce, seppur odiato risveglio. Pensavo ancora a lei, purtroppo o per fortuna. Mi alzai, e feci la mia blanda colazione. Andai a mare, e la vidi. Feci finta di nulla, come al mio solito. Il tempo trascorreva molto, anzi troppo velocemente, neanche il tempo di mettermi a nuovo che mi accorsi fosse già sera. Tutto si ripetè, analogamente alla sera prima. Stessa intesa, stesse parole dolci, stessa incredulità nel vedere due persone tanto simili e combacianti. Eravamo come estraneati dal mondo circostante. Solo io e lei, e gli altri non esistevano minimamente. Ad un tratto ci accorgemmo che eravamo soli davvero. Tutti erano andati a prendersi il loro meritato riposo. Noi, invece, no. Era la forza della nostra attrazione a tenerci in piedi, sebbene fossero le 3 di notte inoltrate. Mi disse:Lei "sai, non avrei mai pensato all'inizio, che avrei passato tutto questo tempo con te sola. "Io " neanche io, e francamente neanche ci pensavo "L'atmosfera era densa di tensione. Ma sentivo che ancora non era arrivato il momento giusto, ancora non c'era quell' adrenalina che ti spinge a fare qualcosa che in realtà non potresti fare. La saluto, e le dò la buona notte.Tornai a casa, questa volta le lucciole non c'erano, ma c'erano le cicale che, per quanto mi riguarda, sono gli insetti canterini piu' fastidiosi in assoluto, però quella sera, stranamente, sembrava stessero componendo una strana sinfonia, tanto incomprensibile quanto orecchiabile.A letto presi subito sonno. Mi svegliai tanto sudato, come se mi fossi calato in mare prima di andare sotto le lenzuola. Decisi di andare dal mio amico piu' fidato, appunto, a confidargli tutto quello che avevo intenzione di fare. Siamo come due fratelli, un'anima divisa in due corpi differenti. Probabilmente se mi chiedessero chi è la persona più simile a me, risponderei "lui!", e forse (anzi sicuramente) è proprio per questo che trovo molti punti d'incontro con lui, senza esagerare credo sia anche una delle persone alle quali voglio più bene a questo mondo.La sua reazione fu sbalorditiva, era coinvolto nell'impresa quanto me, se non di più. Siamo simili anche in questo, godiamo quando un amico, sta riuscendo a prendersi quello che vuole.Si fa' sera, e come al solito lei era lì. Mi avvicinai, lei mi sorrise con fare circospetto, io assecondai il suo sorriso e la guidai dentro a quei pensieri che entrambi volevamo fare. Cominciammo a parlare, mi chiese di spostarci da lì, perchè qualcuno (la gente insignificante per me) ci guardava, e lei non voleva farsi vedere, perchè ne andava del suo lavoro. Glielo concessi (anche se malvolentieri), e andammo sul piazzale davanti alla sua dependance. Il problema non era risolto, perchè "qualcuno" preso dalla voglia di non farsi i cazzi propri, provava a turbare la nostra quiete con un faro (una di quelle luci che si usa nella notte, per illuminare a distanza). Un pò scocciato e un pò stuzzicato da questo fatto, mi venne il lampo di genio... :Io " immagina se ora ci vedessero mentre ci baciamo... avresti il coraggio di farlo? "Lei " certo che ce l'avrei, per chi mi hai preso... "Io " ok, dai.. vediamo. "Lei " uhm.. ma poi se lo dicono a qualcuno mi mandano via, e addio lavoro. "Io " ecco, sapevo fossi così, tutta fumo e niente arrosto.. "Non sfidare mai le donne, qualcuno mi disse, ma io lo faccio lo stesso. La sua era incazzatura, mista ad eccitazione, nella consapevolezza di non sapere quale fosse la cosa giusta e ovvia da fare. Decise di prendermi per un braccio, aprì la porta di casa, mi portò dentro, e lì solo io e lei (e dio) sappiamo cosa è successo. Tuttavia decisi di non andare oltre ad un semplice, quanto intenso ed incredibilmente saturo di passione, bacio. Sapevamo entrambi che non sarebbe finita lì. Tornai a casa, e questa volta non c'erano nè lucciole, nè cicale, ma solo le campane nella mia testa. Avevo un sorriso stampato in bocca che implorava pietà ai muscoli del viso.Alzai le coperte, e incominciai a fantasticare. Ma non riuscivo a star fermo, ero in agitazione, come se quell'episodio mi avesse sconvolto, in un attimo, tutta la vita.Mi sveglia, incredibilmente presto. Erano le 6 spaccate di mattina. Tutti ancora dormivano, ma io non potevo dormire, io dovevo viaggiare con la mente, per rendere questo momento ancora più carico di vita. Presi l'asciugamano, e mi incamminai per la spiaggia. Era deserta, c'eravamo solo io, e me. Io e me a fantasticare e a ricordare quel bacio. Uno di quei baci che si ricevono, e si danno una volta sola nella vita.Tornai su, e mi accinsi ad andare a raccontare tutto al mio fidato amico. Era bellissimo vedere la sua soddisfazione, e la sua felicità per quello che era successo. Mi diede qualche consiglio, che ovviamente non rifiutai (anche se sono bravissimo a sbagliare da me;) ). Passai il pomeriggio con Lei, andammo a mare insieme. Il bagno, in assoluto più bello della mia vita. Ci mettemmo daccordo perchè ci vedessimo la sera stessa, ma questa volta, serviva la complicità della sua collega di lavoro. Arrivò la sera, e la luna sin da subito preannunciava che sarebbe successo qualcosa di insolitamente magico. Eravamo seduti, tutti in gruppo ai tavolini, e chi rideva da un lato, e chi scherzava da un altro, e chi ci provava con Lei dall'altro ancora. Si eran fatte le 24:00 e lei simulò un gran sonno imminente, salutando tutti e dirigendosi nella sua dependance. La sua collega, mi si avvicinò e mi spiegò cosa avrei dovuto fare.Poco dopo, salutai tutti anch'io e andai a dormire (naturalmente no!). Mi nascosi dietro alla dependance di Lei, essendomi messo daccordo che, allo squillo della collega, mi sarei messo in punta di piedi per imbucarmi, furtivamente, nella loro casetta (si, perchè la dependance di Lei, era anche la casetta della collega).Ebbene, tutto andò come doveva andare. Allo squillo, corsi verso la casa, vidi la collega con un lenzuolo in mano e prontamente mi disse:"Forza! nasconditi qua sotto...". Così feci, ed ebbi il tempo per aprire la porta ed entrare.Lei era lì, distesa sul letto. Il mio cuore, era un orologio che batteva 9000 secondi al minuto. Io "Sono arrivato..."Lei " Finalmente, era un pò che ti aspettavo, stavo quasi per dormire. "Mi misi affianco a lei, e cominciai a baciarla. Ci spogliammo, e restammo come madre natura ci ha fatto. Si ripetè, per notti e notti, e per altre notti ancora. L'esperienza, più bella ed emozionante della mia vita. Lei, che mi fece crescere. Ed io ancora la ringrazio per questo. Purtroppo, non tutte le favole con lieto fine, poi hanno un vero lieto fine …perché poi, a causa della mia inesperienza, e a causa della mia gelosia (per altro infondata), divenni la persona più appiccicosa in assoluto, e sappiamo bene, noi adesso, cosa comporta questo.Bravo ad attrarle, ma non a tenerle.La storia è finita. Spero vi sia piaciuta tanto quanto è piaciuta a me . Pareri, critiche, spunti? Cosa ne pensate di un gioco, totalmente NATURAL? In un certo senso ho scoperto, che noi, ABBIAMO TUTTI qualcosa dentro, qualcosa di diverso, che ci contraddistingue e che magari ci fa fare la cosa giusta e ci fa piacere alle persone giuste.Quindi ho pensato fosse utile, raccontarvi di quando ero AFC, e mi son accorto che quando facevo le cose, perchè le volevo con tutto me stesso, alla fine mi riuscivan bene. Periodi di sicurezza, probabilmente dovuti a fattori esterni, e noi sappiamo benissimo che il nostro innergame non dev'esser basato su fattori esterni. Ma vabbè, volevo proporvi questo racconto. Per vedere se usce qualcosa di bello da sta discussione. E' stata l'esperienza più bella della mia vita, e probabilmente è per questo che la ricordo così dettagliatamente.Un Dee, che ogni tanto si prende una pausa dallo studio . approposito ragà, forse (toccandomi le palle), l’ammissione c’è!
mercoledì 4 luglio 2007
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